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Riduttore per comando Rotary di macchine per Trivellazione. Serie 313
Novembre 2007
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Le maggiori prestazioni richieste alle macchine da trivellazione sono espresse anche da una maggiore gamma di velocità di rotazione dell’utensile.
Questo sia a seguito della maggiore tipologia di utensili disponibili per le varie operazioni di drilling che permigliorare la capacità di lavoro nei vari tipi di terreni in cui le macchine si trovanoad operare.
In alternativa quindi ai riduttori con unico rapporto di riduzione, in cui la velocità di rotazione può essere variata solo attraverso la trasmissione idraulica di azionamento, ed in alternativa alle attuali trasmissioni meccaniche in uso, dove conun doppio riduttore e motore idraulico è permessa una gamma di velocità di lavoro ed una ad alta velocità utilizzabile solo per la fase di scarico del terreno dall’utensile (spin off), è stato sviluppato un riduttore a 3 rapporti selezionabili attraverso frizioni a comando idraulico.
Si ottengono così per via meccanica 2
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gamme di bassa velocità di lavoro ed una ad alta velocità per le fasi di scarico materiale dall’utensile.
I vantaggi rispetto alle trasmissioni attuali sono:
- Aggiunta di una seconda gamma di velocità di lavoro
- Un unico riduttore, l’ eliminazione del secondo riduttore e motore, utilizzato per la fasedi scarico (spin off)
- Cambio rapporti con frizioni, senza innesti meccanici, assicurano il loro inserimentoin piena affidabilità.
Il riduttore è a 3 stadi di riduzione epicicloidali. Sui primi 2 stadi sono montate le frizioni multidisco ad azionamento idraulico.
La combinazione dell’inserimento e delle aperturedelle stesse permette la realizzazione dei 3 rapporti richiesti. Il riduttore ha l’albero scanalato cavo in uscita per accoppiarsi direttamente al pignone della riduzione finale presente all’interno della tavola Rotary.
La lubrificazione è assicurata da un flusso d’olio tramite pompa esterna chedalla carcassa della tavola rotary alimenta il riduttore dalla sua parte superiore.L’olio per caduta lubrifica ed asporta calore dai componenti interni , ingranaggi e frizioni, per poi ritornare nella tavola rotary che ha funzione di carter.
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