Innovazione e progresso
"La vera innovazione è basata sulla conoscenza. La nuova manifattura è quella che aumenta la produtti vità, crea valore e amplia le opportunità. Il manifatturiero richiede anche lo sviluppo di nuove tecnologie che dovranno coincidere con il progresso, l’ambiente e l’impatto sociale. A colloquio con Fabrizio Di Stasio, solution marketing manager in Bonfiglioli" GABRIELE PELOSO
La sempre più ampia diffusione delle tecnologie come AGV, intelligenza artificiale, robot autonomi AMR, sistemi di visione ha un impatto tangibile sui nuovi sistemi e componenti. Il fattore abilitante sono le informazioni, necessarie ad alimentare tutti i processi decisionali dell’AI e aumentare l’efficienza operativa dei componenti e/o sistemi. Per supportare questo bisogno, i prodotti dovranno essere sempre più smart, cioè capaci di produrre dati strutturati che diano valore aggiunto nel processo di ottimizzazione continua governato dall’AI. “Questo significa – ha esordito Fabrizio Di Stasio, solution marketing manager in Bonfiglioli -, equipaggiare i prodotti di sensoristica e capacità di elaborazione locale che siano facilmente integrabili all’interno dei sistemi di automazione. Inoltre, la maggiore autonomia decisionale delle macchine automatiche dovrà evolvere di pari passo con il tema della sicurezza, che va oltre l’attuale paradigma della functional safety per inglobare un campo. Non basteranno più funzioni sicure, ma saranno necessarie anche decisioni sicure per tutelare persone e cose che operano a stretto contatto con le macchine intelligenti”.
Investire in tecnologia
Senza dubbio l’innovazione di prodotto è il motore della competitività. La tecnologia abilitante tra tutte è l’IA nella sua particolare accezione che opera sull’ottimizzazione. Se integrata correttamente permetterà l’ottimizzazione dei processi e l’automazione dei flussi logistici. Tutto ciò porterà a nuovi assetti delle supply chain sia a livello di singolo sito produttivo (ultimo miglio) sia inter-sito. Dal punto di vista della sicurezza, oltre quella funzionale sarà necessario inoltre allocare risorse significative a quella digitale. La cybersicurezza diventerà un requisito obbligatorio per la progettazione delle nuove soluzioni di automazione con un conseguente riflesso sui prodotti e sistemi che li compongono. “Affrontiamo l’innovazione con il co-engineering – afferma Di Stasio - progettiamo soluzioni insieme ai clienti, partendo dalle loro sfide applicative. Questo ci distingue dal modello ‘catalogo modulare rigido’ tipico di alcuni competitor. Abbiamo costruito un ecosistema meccatronico completo: dai motoriduttori per la trasmissione di potenza fino agli azionamenti per il controllo. Le prossime evoluzioni del nostro portafoglio prevedono una sempre più spinta integrazione dei nostri prodotti in un’ottica plug & play, l’integrazione di sensori e capacità di elaborazione locale che producano informazioni a valore aggiunto per il processo e l’implementazione di piattaforme digitali di servizi a supporto di tutto il ciclo di vita del prodotto”. Qual è la leva principale per spingere un’impresa a investire in tecnologia? “La leva principale - prosegue Di Stasio - è la visione strategica dell’imprenditore, supportata da un ecosistema abilitante. Un imprenditore illuminato sa che la tecnologia è un moltiplicatore di competitività, non un costo. Ma servono partner capaci di abbassare la soglia di accesso all’innovazione. In Bonfiglioli offriamo soluzioni plug-and-play come BlueRoll per AMR o pacchetti meccatronici pre-configurati per il motion control riducendo tempi di engineering e commissioning. La formazione è il secondo acceleratore: investire in competenze digitali del personale genera un ritorno immediato. Infine, la dimensione internazionale è determinante: le aziende su mercati globali sono esposte a benchmark che rendono l’investimento tecnologico necessario per la sopravvivenza”.
Quando arriverà la ripresa?
Le fabbriche manifatturiere italiane hanno mostrato una resilienza unica. “Siamo recentemente diventati il quarto esportatore al mondo superando anche il Giappone – sottolinea Di Stasio -. Il tutto è alimentato da un ecosistema di piccole e medie imprese che per sua natura è complesso, ma allo stesso sistemico e profondamente interconnesso”. E prosegue: “Ritengo che da questa complessità, che è alla base della nostra identità culturale e di conseguenza del valore che riversiamo nei nostri prodotti, si possa trarre un enorme beneficio grazie alle nuove tecnologie in grado di agire a livelli di capillarità mai immaginati fino ad ora e proiettarci verso un nuovo livello di competitività. In tal senso, accolgo con favore l’allineamento delle politiche industriali che promuove e incentiva queste tecnologie note come Industria 5.0, specialmente nell’ambito della digitalizzazione delle catene di approvvigionamento”. Insomma, chi rende il proprio magazzino un organismo adattivo, capace di riconfigurarsi in tempo reale, trasforma una vulnerabilità in vantaggio strategico.
Componenti hi tech
Bonfiglioli è un abilitatore completo di Industria 4.0 su due direttrici. La prima: azionamenti nativamente digitali. Dai motoriduttori della piattaforma Evox BRN/BRU in classe energetica IE3/IE4 con inverter decentralizzati DGM agli azionamenti da quadro della famiglia Axia con controllo vettoriale, i nostri sistemi nascono predisposti per raccogliere dati e comunicare con i protocolli industriali OT su base Ethernet e IT come OPC-UA. La seconda, una piattaforma di servizi digitali che permette di utilizzare praticamente l’IA abilitando funzioni come il calcolo della vita residua dei componenti targati Bonfiglioli o il calcolo del reale utilizzo per l’ottimizzazione energetica e non solo. Allora, quali investimenti e innovazioni sono previsti nei prossimi anni in casa Bonfiglioli per il comparto dell’intralogistica? “L’obiettivo di Bonfiglioli per i prossimi anni è di sostituire tutta l’intralogistica interna con soluzioni a guida autonoma AMR e FMR. La nostra volontà è automatizzare completamente l’handling interno: dallo smistamento dei componenti alle isole di assemblaggio manuali e automatiche fino alla consegna del prodotto finito all’area di spedizione” ha concluso Di Stasio.
Fonte: Rivista PROGETTARE